Non sono mai stato bravo con le parole, molto di più lo sono con i numeri.
Di solito non scrivo in italiano ma stasera farò un eccezione.
Chi scrive deve avere una motivazione, senza non ha senso scrivere.
La mia motivazione è cercare di far stare un po' meno male una ragazza a cui è dedicato questo post.
Devi sapere che la tua storia mi ricorda molto da vicino la vita dei pesci, bada bene non quelli che vivono in casa all'interno di tristi bocce, ma quelli che liberi vivono nei fiumi, laghi e mari.
I pesci a differenza di quello che diceva la mia insegnante di scienze, non sono poi così tanto diversi dall'uomo, infatti abbiamo una cosa in comune.
Cosa?
E' la parola ''amo'' che in un certo senso lega l'uomo e i pesci, infatti per entrambi è la parola più pericolosa che possa essere pronunciata.
Per il pesce può significare la morte, per l'uomo ovviamente no, ma è ugualmente terribile.
Dire ti amo ad una persona è come regalare il proprio cuore e spesso lo regaliamo alla persona sbagliata con il rischio che ce lo porti via.
Ora ti voglio raccontare una piccola storia.
Ne uscì con una lingua quasi distrutta, ma era vivo.
Tutti pensavano che avesse imparato la lezione, ma non era così.
L'anno dopo Jimmy rincontrò di nuovo un amo e rimase di nuovo impigliato, cercò di liberarsi, ma aveva così poca carne nelle lingua che non riuscì a liberarsi...
Povero Jimmy chissà in quale Sushi-bar è stato servito...
La tue esperienze ti hanno fatto vedere quanto l'amore possa fare male; mi sento di volerti dare un consiglio:
se davvero un giorno ti sentirai di dire ''ti amo'' di nuovo, trattieniti e pensa se davvero ne vale la pena senno farai la fine del pesce Jimmy con la bocca bucata.
A Noemi Carli,
Con affetto,
Matt

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